Gel di Aloe Vera

Ciao a tutte!

Oggi ho fatto, per la prima volta, il gel di Aloe vera. Si ottiene a partire dalla porzione centrale delle foglie della pianta, solitamente l‘Aloe barbadensis (o Aloe vera). Possiede grandi quantità di mucillagini, glicoproteine, lipidi, enzimi, saponine, vitamine e minerali. L’Aloe è utilizzata anche in cucina, ma se avete intenzione di preparare il gel con questo fine è necessario rimuovere la parte esterna (quella verde) della foglia; essa contiene infatti l’aloina, una droga antrachinonica con effetto lassativo e irritativo del colon e (si ritiene) abortivo in gravidanza. Il gel di Aloe ha proprietà cicatrizzanti, emollienti, antiprurito, antinfiammatorie, antimicrobiche, ecc. ed è quindi indicato, per uso esterno, in caso di scottature, abrasioni, ferite, lesioni cutanee varie. Si può anche utilizzare come gel per capelli, sulle punture di insetti, dopo la depilazione o la rasatura, sulle cicatrici, in caso di gengive infiammate, in caso di piedi stanchi, come contorno occhi (unito ad un olio, ad esempio quello di jojoba) ed è alla base di innumerevoli prodotti cosmetici. 

Il gel di Aloe un prodotto molto comune e si trova facilmente in qualsiasi supermercato (tra i più famosi e reperibili c’è quello dell’Equilibra), ma bisogna controllare sempre l’INCI! Il prezzo però è spesso abbastanza alto, quindi, se possedete l’Aloe a casa, è conveniente provare a  farlo. Dovete però fare attenzione che le foglie siano mature, ovvero la pianta deve avere più di 4 anni. Non deve aver inoltre ricevuto acqua per circa 5 giorni.

Per farlo in casa ci sono due modi diversi: con la pianta di Aloe o con l’Aloe liofilizzato in polvere. Io l’ho fatto a partire dalla pianta.

Occorrente:

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– Delle foglie di Aloe (io ne ho utilizzate 4);
– contenitore (possibilmente di vetro scuro);
– un coltello;
– un cucchiaino;
– un miniprimer;
– un contenitore (possibilmente di vetro scuro);
– un altro contenitore (se l’apertura quello di vetro scuro è troppo stretta per frullare la polpa dell’Aloe)*;
– uno sbattitore elettrico a fruste;
– un imbuto*:
– dei guanti*;
– Glicerina*;
– Gomma Xantana (Xanthan Gum)*;
– conservante (ad esempio il Cosgard)*;
– bilancia elettrica di precisione*.

*facoltativo

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Preparazione:

Per prima cosa bisogna assicurarsi che il procedimento venga eseguito in modo igienico: le foglie di Aloe devono essere lavate, così come le mani (altrimenti potete utilizzare dei guanti, come ho fatto io), la superficie e gli strumenti devono essere puliti.

Vi consiglio di utilizzare più di una foglia, altrimenti il miniprimer non funzionerà, ma, soprattutto se non avete intenzione di mettere il conservante, non eccedete.

Per prima cosa tagliate i lati dell’Aloe (dove ci sono le spine), la punta e la parte finale.

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Poi, con un coltello o, preferibilmente (facilita l’operazione), con un pelapatate rimuovete la parte esterna (quella verde), solo da un lato.

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Fate attenzione a rimuovere ogni residuo di buccia.

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Raccogliete poi con un cucchiaino la polpa trasparente-biancastra e mettetela in un contenitore.

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Frullate con il miniprimer i pezzi di polpa ottenuti.

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Inizialmente si formerà un po’ di schiuma, che poi andrà via.

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Se con il miniprimer non riuscite a frullare completamente la polpa di Aloe, utilizzate uno sbattitore elettrico a fruste per completare l’operazione.

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Versate il gel, eventualmente con un imbuto, nel contenitore scelto.

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In questo modo otterrete un gel piuttosto liquido. Se volete addensarlo (non è necessario) aggiungete lo 0,5% di Gomma Xantana e  l’1% di Glicerina (ad esempio per 100 gr di gel di Aloe, 0,5 gr di Gomma Xantana e 1 gr di Glicerina), pesando le quantità sulla bilancia di precisione. Dopo aver messo la Gomma Xantana nella Glicerina e aver mescolato, versate nel gel di Aloe e frullate con lo sbattitore elettrico a fruste.

E’ consigliabile (ma non obbligatorio) aggiungere anche il conservante; se utilizzate il Cosgard mettete 16 gocce in 100 gr di gel.

Se non avete aggiunto il conservate, dovete utilizzarlo entro 10-12 giorni, conservandolo in frigo (è molto sensibile e deteriorabile a temperature elevate). Quando sarà imbrunito avrà perso le sue proprietà e dovrete perciò buttarlo.

Voi l’avete mai fatto? Come vi siete trovate?

 

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L’Oleolito di Lavanda – Seconda parte

Ciao a tutte!

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Un po’ di tempo fa vi avevo parlato dell’oleolito di lavanda (qua: https://ecobiocosmetici.wordpress.com/2013/09/08/loleolito-di-lavanda/). 

Dopo averlo lasciato riposare per 30-40 giorni, bisogna procedere con il primo filtraggio.

Occorrente:
– l’oleolito lasciato riposare per il tempo necessario
– un colino
– un imbuto
– un contenitore (o di più, se necessario)

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Per prima cosa bisogna inserire l’imbuto nel contenitore.

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Poi bisogna mettere sopra il colino sopra l’imbuto e versarci l’oleolito, avendo cura di schiacciare bene i fiori di lavanda che si depositano sul colino con un cucchiaino, poiché è lì che si trova l’olio più concentrato.

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Infine bisogna nuovamente mettere l’oleolito filtrato in un luogo buio e asciutto, per un giorno.

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Passato un giorno, è il momento di effettuare il secondo e ultimo filtraggio.

Occorrente:
– un panno
– un imbuto
– un contenitore (o più, se necessario)

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Inizialmente bisogna inserire l’imbuto nel contenitore e appoggiarci sopra il panno.

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Poi è il momento di iniziare a versare l’oleolito sul panno.

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Purtroppo, soprattutto se avete fatto tanto oleolito, il filtraggio sarà un po’ lungo.

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Finito anche questo filtraggio, l’oleolito è pronto per essere utilizzato!

L’Oleolito di Lavanda – Prima parte

Ciao a tutte!

Oggi volevo parlarvi dell’oleolito di lavanda, un prodotto molto semplice da realizzare in casa e ricco di proprietà.

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Qualche informazione generale sugli oleoliti:

Innanzitutto, cosa sono gli oleoliti? Gli oleoliti non sono altro che oli cosmetici ottenuti attraverso la macerazione di una o più piante officinali (fresche o essiccate) lasciate macerare in uno o più oli vegetali.

A cosa servono? Gli oleoliti hanno molteplici utilizzi: sono ad esempio ottimi come oli da massaggio o da aggiungere creme corpo e viso, ma possono anche essere utilizzati al posto della crema corpo dopo il bagno, quando la pelle è ancora umida.

Che proprietà hanno? Gli oleoliti hanno proprietà diverse a seconda delle piante e degli oli utilizzati. Per quanto riguarda le piante, ad esempio, l’oleolito di camomilla è lenitivo, calmante, decongestionante e quindi indicato per pelli irritate, delicate, arrossate e per chi soffre di couperose. Quello di iperico è ottimo per le scottature o le abrasioni superficiali (ha infatti proprietà rigeneranti della pelle), ma anche per le contratture muscolari (ad esempio per i dolori cervicali, i dolori lombari) e le infiammazioni ai tendini; è infatti antinfiammatorio, lenitivo, astringente e antisettico. L’oleolito di calendula è calmante, si utilizza per curare arrossamenti e infiammazioni, ed è quindi ottimo per pelli sensibili. Quello di peperoncino è vasodilatatore, antibatterico, antisettico si utilizza per nevralgie, dolori muscolari e massaggi anti-cellulite. Quello di carota è addolcenti, anti-age (mantiene la pelle giovane, elastica), emolliente, protettivo, rivitalizzante, adatto alle pelli secche e utilizzato moltissimo nei prodotti solari e dopo-sole. Altri oleoliti si possono fare con rosmarino, salvia, arnica, achillea, noce, verbena, zenzero, ecc.
Per quanto riguarda gli oli di base, alcuni tra i più usati sono l’olio extravergine di oliva (ottimo sulla pelle contro l’invecchiamento, contiene molto tocoferolo, perciò si conserva bene; ha però un odore forte), l’olio di jojoba (anche l’olio di jojoba si conserva molto bene ed è idratante e tonificante), l’olio di riso (resistente, contiene naturalmente gamma orizanolo e tocoferolo; è inoltre uno dei più economici), ma anche molti altri, come l’olio di vinaccioli, quello di girasole, ecc. Molto usato ma, a mio parere, sconsigliato, è l’olio di mandorle, leggero e nutriente ma con la grossa pecca di irrancidire velocemente. 

Cosa serve per realizzarli? Per realizzare un oleolito servono:
– la/e pianta/e scelta/e
– l’olio/gli oli scelti
– 2 contenitori (barattoli o bottiglie) in vetro
– pellicola di allumino
– un imbuto
– un colino
– un panno.

Come si realizzano? Per prima cosa, si scelgono le piante e gli oli da utilizzare, in base alle loro proprietà. Si fanno seccare (se necessario) le parti della pianta da utilizzare (solitamente i fiori, i semi o le foglie) e si mettono nel primo contenitore di vetro. Si ricoprono poi con l’olio/gli oli scelto/i in modo da coprire interamente la pianta. Si chiude il contenitore. Ci sono due modi per continuare la realizzazione del proprio oleolito: la digestione tradizionale e la digestione a calore. Secondo la digestione tradizionale si ricopre il contenitore con pellicola di alluminio, si lascia riposare in un luogo buio e asciutto per 30-40 giorni (scuotendo il contenitore almeno due volte a settimana), si filtra una prima volta con il colino e l’imbuto, versando l’olio nel secondo recipiente (e facendo attenzione a pestare la pianta, per travasare tutto l’olio) e, dopo 1-2 giorni, si filtra nuovamente con il panno.  Per quanto riguarda la digestione a calore (che va utilizzata se si utilizza una pianta fresca!), che non ho mai provato, potete guardare il procedimento qua: http://lola.mondoweb.net/viewtopic.php?f=27&t=6257, dove troverete anche altre utilissime informazioni sugli oleoliti in generale.

L’oleolito di lavanda

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Io ho deciso di fare l’oleolito di lavanda, che avevo già provato in passato e con il quale mi ero trovata molto bene.
Le proprietà: è antisettico, analgesico, battericida, vasodilatatore, antinevralgico, purificante, lenitivo, rilassante, cicatrizzante, sedativo, anti-emicranico, stimolante, anti-dolorifico per dolori muscolari e articolari.

Cosa si utilizza: si utilizzano i fiori ben essiccati.

Occorrente (per realizzare la prima parte):

– lavanda ben essiccata
– uno o più oli
– un contenitore in vetro
– pellicola di alluminio

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Procedimento:

Raccogliere i fiori di lavanda (ben essiccata).

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Mettere i fiori di lavanda nel contenitore di vetro.

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Versare l’olio/gli oli scelto/i (io ho utilizzato circa 1/3 di olio di riso e 2/3 di olio extravergine d’oliva).

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Ricoprire interamente il contenitore con la pellicola di alluminio.

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Riporre il contenitore in un luogo buio e asciutto e lasciarlo là per 30-40 giorni, ricordandosi di agitare il contenitore almeno due volte a settimana.

Per oggi è tutto, ma quando filtrerò l’oleolito metterò nuove foto e indicazioni!

(seconda parte: https://ecobiocosmetici.wordpress.com/2013/11/17/loleolito-di-lavanda-seconda-parte/)